Si dice che una certa donna in carriera, della quale non dico il nome ma solo il nick-name, Tina, in un impeto di rabbia post-esaurimento, causa pulizie maniacali necessarie ad ospitare nel migliore dei modi un Summit di alto contenuto cultural-sociologico nella propria magione, in un impeto di rabbia, dicevo, ha avuto una folgorazione come un certo Paolo caduto da cavallo sulla via di Damasco: trasformarsi in novella fotoreporter, di tacchettini munita, per tramandare ai posteri i segreti, le curiosità, gli intrecci amorosi, i complotti, le fazioni e le lotte intestine dei famosissimi partecipanti al Summit in terra di Treviso.
A nulla sono valse le minacce neanche tanto velate di alcuni, i tentativi di estrorsione di altri, le lamentele di certi all'ufficio stampa e su su fino ai piani alti, per non parlare delle cose taciute ufficialmente ma fatte pervenire in via privata.
Lei no, imperterrita con i suoi tacchettini mezza-sega urla, sbraita ,conferma che nessuno la fermerà, brandirà la digitale come fosse un'arma impropria e colpirà chiunque.
Ecco, mia cara novella Tina Corona, lei non immagina nemmeno in che gabbia di belve si è cacciata organizzando un Summit bloggogayo nella sua dimora: se non la fermerà il treppiedi acuminato di una certa Vecchia signora, o le manone da ergastolano sul suo collo sottile di un certo uomo-lupo, se non la smuoverà a compassione il ritiro seccato da diva di una certa Joan Crawford, beh, che dire, ci penserà la mia Joan Crawford, quella assetata di sangue di giovani e novelle fotoreporter Corona-style...
Donna avvisata.

P.S. nell'eventualità invece che sia allestito un set fotografico degno del miglior Avedon, ecco, potrei anche considerare l'idea di abbassare l'ascia, ma anche in questo caso la scelta delle pictures visibili a terzi sarà passata al setaccio con il microscopio ottico a scansione e scelte a mio insindacabile giudizio, tutte le altre saranno mandate al macero.
Ovviamente con tanto di clausola firmata col suo sangue che non diffonderà nella Rete le pictures sopravvissute alla strage.
Con tenero affetto.
Asa_Ashel Bannet
A nulla sono valse le minacce neanche tanto velate di alcuni, i tentativi di estrorsione di altri, le lamentele di certi all'ufficio stampa e su su fino ai piani alti, per non parlare delle cose taciute ufficialmente ma fatte pervenire in via privata.
Lei no, imperterrita con i suoi tacchettini mezza-sega urla, sbraita ,conferma che nessuno la fermerà, brandirà la digitale come fosse un'arma impropria e colpirà chiunque.
Ecco, mia cara novella Tina Corona, lei non immagina nemmeno in che gabbia di belve si è cacciata organizzando un Summit bloggogayo nella sua dimora: se non la fermerà il treppiedi acuminato di una certa Vecchia signora, o le manone da ergastolano sul suo collo sottile di un certo uomo-lupo, se non la smuoverà a compassione il ritiro seccato da diva di una certa Joan Crawford, beh, che dire, ci penserà la mia Joan Crawford, quella assetata di sangue di giovani e novelle fotoreporter Corona-style...
Donna avvisata.

P.S. nell'eventualità invece che sia allestito un set fotografico degno del miglior Avedon, ecco, potrei anche considerare l'idea di abbassare l'ascia, ma anche in questo caso la scelta delle pictures visibili a terzi sarà passata al setaccio con il microscopio ottico a scansione e scelte a mio insindacabile giudizio, tutte le altre saranno mandate al macero.
Ovviamente con tanto di clausola firmata col suo sangue che non diffonderà nella Rete le pictures sopravvissute alla strage.
Con tenero affetto.
Asa_Ashel Bannet
