"Non siamo davvero solisti nemmeno nella nostra vita, ma la scena di un dialogo a più voci, tutte, purtroppo, forse, dello stesso valore".
( Göran Tunström )


sabato 23 gennaio 2010

Cercasi nome disperatamente


Lui è l'ultimo arrivato in casa Bannet e non ha ancora un nome. Si era intrufolato clandestinamente nel mio cestino della spesa poco prima di Natale, mentre ero tutto indaffarato a passare in rassegna le corsie dell' Iper.
Mi ha guardato, quando l'ho scoperto, con quei suoi occhioni coccolosi da orfanello facendo barr barr con la piccola proboscide pelosina, digrignando ogni tanto con quei due dentini da latte un po' sporgenti ed io, che sono così buono, non ho potuto fare a meno di sentirmi sciogliere il cuore, anche se poi ho dovuto far bene attenzione che gli agenti in borghese disseminati ovunque non vedessero, oltre il cuore disciolto, quel pezzo di granito che stava sotto, duro e splendente di soddisfazione per averla fatta in barba a un certo ministro di verde-bile vestito, che invece di dare la caccia ai criminali veri, se la prende con i pesciolini piccoli rei solo di essere clandestini, perché è ovvio che questo essere pelosino sia un extracomunitario, perdipiù privo di documenti identificativi.
Così ho deciso e l'ho portato a casa con me.
Il primo ad entrare a far parte della mia famiglia e ad alleggerire il mio status di single, ormai tanto tempo fa,  fu Alvaro, orsetto biondo e ricciolino con gli occhi dolci e il pancino tenero. Le amike care, ma invidiose, mi prendevano sempre in giro perché lo lasciavo in bella vista sul divano, salvo poi giocarci più di me e accapigliarsi come delle pescivendole perché ogniuna pretendeva più attenzioni. E' entrato nella mia vita quando sono andato a vivere per conto mio e, in certi momenti, mi ha fatto sentire un po' meno solo.
Qualche anno dopo è arrivato AliceJoe, un alce peluchoso color miele con sciarpa a righe rosse e blu e corna di velluto a coste, un grande timidone ma allo stesso tempo delizioso e che si è innamorato subito di Alvaro l'orso: da quando si sono incontrati sono sempre lì stretti stretti a coccolarsi nel loro mondo ovattato anche perché l'alce deve ancora superare il trauma di essere stato scambiato per una femmina da parte della casa costruttrice: in un primo momento è apparso piuttosto confuso, ma poi l'amore di Alvaro gli ha fatto in parte dimenticare l'accaduto. Lui è arrivato quando ho traslocato nella nuova casa.
Nel clima di amore coccoloso sono arrivate in seguito Bianchina e Rosetta, due orsette di razza Vintage della specie Fatta a Mano, dono di una carissima amica ed ex collega di lavoro: graziosissime nei loro vestitini di tela grezza a fiori e a righe, molto delicate tant'è che, per proteggerle nei loro movimenti le gambe sono rinforzate con una protesi al garretto a forma di bottone di legno e si, sono lelle pure loro, che vi credevate, mica si descriminano le coppie di fatto a casa mia!
Loro sono arrivate quando ho finito di arredare la parte essenziale della casa, cucina, camera, cabina armadio e bagni. Sei mesi dopo finalmente è stata montata la libreria che tanto avevo sognato di avere per dare una giusta collocazione ai miei amati libri e l'altro mobile porta tv che fa parte del salotto. Insieme sono arrivati anche Ippolito e Ciuchino, un puledrino baio e un asinello color cenere. Sono due bricconcelli che amano fare i giocherelloni tra gli scaffali dei libri. Non ho mai capito cosa ci sia tra loro, sicuramente una grande amicizia, ma l'importante è che ogni volta che li vedo mi diverto, perchè hanno dei musi simpaticissimi e rotondosi.
Di tutt'altra pasta è invece Placido, un cagnolone color crema, strano ibrido tra un bassotto ed uno sharpei, lui è arrivato assieme al bellissimo divano bianco con dormeuse sul cui bracciolo riposa placidamente come fosse appollaiato, con le sue grandi orecchie distese simil-Dumbo con le quali mi piace spesso giocare: lui si lascia bistrattare bonariamente, anche se ogni tanto alza qualche piega dalla fronte per mostare i suoi occhioni sonnolenti che chiedono clemenza. All'altro capo del divano, perchè ogniuno ha necessità dei propri spazi, c'è Boby, cagnolone giapponese in tela bianca e dai lineamenti minimalisti: è arrivato assieme all'uomo con cui ho condiviso più a lungo la dormeuse nelle belle serate romantiche tête a tête: poi se n'è andato e, per molto tempo, non sono più riuscito a sedermi su quel divano, così ho lasciato i miei due cagnoloni a far la guardia. E cosa dire poi di Joséfo, è il piccolino di famiglia, quello di cui bisogna stare attenti a non schiaccaiarlo per errore perché piccolo com'è si intrufola in tutti gli angoli: è un orsetto dal pelo raso ma soffice color zabaione, una maglietta a righe azzurro polvere che gli lascia scoperto il pancino morbidoso. E' timido e parla poco ma ha un cuore grande e adora le coccole. E' arrivato d'inverno, con il freddo e l'odore di neve nell'aria, assomiglia molto a quel giovane uomo che per un po' mi fece compagnia in quel periodo.
Amelio in qualche modo è stato il peluche della consapevolezza, mi ha fatto capire che nei momenti importanti della mia vita c'era sempre qualcuno di nuovo di loro accanto a me: l'ho scelto come se fosse stato una necessità, perché attraversavo un lungo periodo incerto in cui non sapevo dare il giusto valore ai miei sentimenti. Era grande abbastanza da poterlo abbracciare e stringere sentendone la presenza e morbidissimo al punto da desiderarne il contatto, il pelo color bruno-rossiccio e scapigliato. E' stato per lunghe notti il compagno del mio sonno, schiacciato in una posizione tutta particolare, tra la mia guancia da una parte e una mano che si afferrava all'orecchio dell'altro lato. Lui mi ha fatto capire anche che con i peluches ho un rapporto troppo personale e per questo non amo affatto che mi siano regalati, tant'è che, dei pochi con i quali è successo, non so nemmeno dove li ho messi, Bianchina e Rosetta escluse, eccezione che conferma la regola, un po' perché l'amica che me le ha regalate mi conosce benissimo, un po' perché sono le uniche femmine della variegata e colorata famiglia Bannet.
Diciamo che io e i miei peluches ci riconosciamo e ci scegliamo per affinità.
Insomma, miei carissimi e appassionati lettori, è giunto il momento che anche voi facciate la vostra parte, datemi qualche suggerimento per il nome di questo ultimo elefantoso arrivato.
Siate fantasiosi, e non abbiate paura di essere originali, magari se volete qualche suggerimento pensate ad un nome che inizi per A, come Arpad Miklos... Ehm, no, quello è il sogno erotico di Poto, non è il caso di sconvolgergli così l'esistenza.

P.S. questo è un post semi-serio, giusto perché qualcuno non pensi che il blog, visti gli ultimi argomenti trattati,  stia prendendo una china perso il basso.

15 commenti:

  1. A?
    Antoine? Alex? Alexander?

    RispondiElimina
  2. suggerisco Annibale, Amilcare o Asdrubale, nomi cartaginesi perfetti per un elefante che s'è introdotto clandestinamente in italia :)

    RispondiElimina
  3. Io propongo Fantélo
    Carlo

    RispondiElimina
  4. Mi avevi già detto della tua passione per i peluches in un commento ad un mio post :)
    Devo dire che sentire che esistono altre persone che hanno un rapporto così bello con i peluches, come me, mi fa sentire davvero bene :D

    Il nome non mi viene in mente...con la A mi piacciono Aaron e Amelie :)

    RispondiElimina
  5. Grazie per questo tuo post, mi hai allietato una giornata, tra le tante, estremamente dolorosa (dolori fisici, purtroppo). L'altro giorno stavo sistemando un po' di pelouche che mia figlia Enrica, 20 anni e da poco fuori di casa, mi aveva detto che avrei potuto regalare ed è rispuntato "A", ovvero il suo primo pelouche, un orso dolcissimo già presente dal suo primo giorno di vita al quale lei "rasò" il pelo all'età di 5 anni. Ovviamente si era sbagliata ed "A" è andato a farle compagnia in questa nuova esperienza di vita! Un saluto. A presto.

    RispondiElimina
  6. Adolfo?
    Astolfo?

    Ma devo dire che l' "Annibale" do Edgar mi ha conquistata :)

    Io dormo con Imelda, un'ippopotama civettuola con foulard ;)

    RispondiElimina
  7. @tutti
    vedo che vi siete scatenati, grazie a tutti!
    Se dovessi scegliere d'istinto opterei per Amilcare, però mi piace molto anche il legame filologico di Annibale, mentre per simpatia Fantèlo. Mi piace l'idea che ci sia qualcosa di ironico in sottofondo.
    @la cucina di qb
    Benvenuta e grazie del commento. Per me questa passione dei peluches è stata un po' tardiva, perché quand'ero piccolo ne avrò avuto forse qualcuno e sicuramente nessun orsetto, è un rapporto che è nato nel tempo forse col tentativo di recuperare qualcosa di mancato.
    Spero che tu possa trovare presto una soluzione ai dolori fisici che, quando presenti, avvelenano sempre un po' l'esistenza.
    @LVM
    Ataulfo da dove salta fuori?

    RispondiElimina
  8. Ataulfo era un re barbaro, ma soprattutto è il soprannome di un mio collega....

    RispondiElimina
  9. Fantélo è una specie di "elefantino" detto da un bambino piccolo, più o meno... e mi piace il suono... purtroppo non comincia con la lettera "a"
    Carlo

    RispondiElimina
  10. Accidenti, volevo proporre Annibale, Amilcare o Asdrubale ma Edgar è arrivato prima!
    Così mi limito a suggerire tre nomi usati nella patria d'origine del nostro pachiderma:
    Abhisar, Ambar o Asok.
    Se si vuole rimanere più sul classico, Aristogitone fa fine e non impegna. ;-)

    RispondiElimina
  11. cioè, nessuno ha ancora proposto Agamennone?

    RispondiElimina
  12. "poi se n'è andato e, per molto tempo, non sono più riuscito a sedermi su quel divano"
    c'è più dolore in questa frase discreta che in pagine e pagine di lamentazioni, complimenti, sei proprio bravo.

    Peccato non aver partecipato, avrei proposto Attanasio, Amilcare, Amerigo, Agenore...

    RispondiElimina

i commenti a questo blog saranno pubblicati dopo essere passati al vaglio del moderatore.