"Non siamo davvero solisti nemmeno nella nostra vita, ma la scena di un dialogo a più voci, tutte, purtroppo, forse, dello stesso valore".
( Göran Tunström )


mercoledì 30 dicembre 2009

Invasione di gatte malefiche


Ieri sera, dopo una giornata di lavoro pesantissima, sono uscito con un amico per un impegno già preso in precedenza che non potevo rinviare e, con lui alla guida, imbocchiamo l'autostrada sulla via del lago di Garda. Decidiamo di fermarci qualche minuto per un caffè in un autogrill che di solito è molto frequentato, e che ieri sera stranamente era tranquillo. Sarà stata la stanchezza, sarà stata la luce leggermente ovattata, sarà che il caffè d'orzo era più buono del solito fatto sta che appena mi giro un momento e mi guardo intorno resto bloccato dallo stupore.

Gatte malefiche ovunque, dal pavimento al soffitto, in tutte le salse leccorniose, caramellose e patatose, in un tripudio di rosa in tutte le nuances, ma la mia preferita, ieri sera, era il corner con le tavolette di cioccolato in salsa gattosa. Non so chi sia il responsabile della vendita delle licenze per lo sfruttamento dell'immagine della gatta, ma ho come l'idea che si sia fatto prendere un po' la mano. Sono ovunque, mi sentivo così accerchiato che quando sono passato un momento al bagno temevo di trovare i sanitari a forma di testa di gatta, e il soffione dell'aria calda con il suono delle sue fusa.
Gatta malefica, non avrai il mio scalpo.

A margine, ho dato una sbirciatina ai prezzi, alla faccia della crisi, e ci credo che quelli del merchandising la piazzano in ogni cosa, è una rapina a mano armata con artigli di gatta in acciaio inossidabile.
Comunque, tra le altre cose, ho visto le sorelle della mia scatola di latta gattosa, ho scoperto che ho fatto un affare perchè l'ho pagata  3 volte meno di quelle viste esposte ieri in autogrill.

giovedì 24 dicembre 2009

Buone Feste gattose e giocattolose



Così, per finire in bellezza, anche oggi corse, affanni, negozi, pacchi, pioggia scrosciante e biscotti speziati.
Pausa pranzo, si fa per dire, ne approffitto per fare un giro al supermercato a comprare alcune cose che avevo finito, con la speranza che a quell'ora non ci fosse molta gente così da sbrigarmi in fretta: pura illusione.
Facendo slalom e gimcane tra le corsie e i carrelli, perché io con il cestino viaggiavo veloce e leggero, passo per il reparto panettoni & affini, che solitamente snobbo allegramente e mi blocco davanti a questa bellissima scatola di latta dai colori rosati e caramellosi con raffigurata la gatta malefica.
E' mia!!!
Ok, ho la scusa che sto cercando qualcosina per la nipotina, infatti poco dopo requisisco un altro cimelio-gattamalefica a forma di macchina fotografica tipo distributore di caramelle, ma questa scatola è mia, ne ho assoluto bisogno, dove mettere altrimenti i biscotti speziati che farò più tardi?
E poi un giretto anche al reparto giocattoli, alla ricerca di un regalino per i nipotini,; Toh, le Barbie, ma quanto sono brutte queste nuove versioni, hanno la testa grossa come le Brazz, costeranno pure poco ma sono brutte forti, toh, le macchinine, domenica scorsa nipotino piccolo ha fatto il diavolo a quattro per una macchinina sportiva brutta e mezza rotta, vediamo se ce n'è una di più carina, ecco, no, questa no, questa è troppo proletaria, la camionetta dei caramba assolutamente no, quella della guardia di finanza figurati, manco morto, ma che caruccia la mini con il tettuccio con la Union Flag, è più bella questa rossa o quella verde oliva? Hmm, sono le ultime due, va beh, una per nipotino piccolo e una per me, che magari se mi viene a trovare ho qualche giocattolo. Ohh, la cabriolet sportiva argentata che figaaaa! Toh, un bolide rosso tipo macchina da rally, questa sicuramente gli piace, o è meglio questa bianca?...Ma si dai, facciamo tutte e due!
Basta macchinine, ora pensiamo a nipote grande che è in quella fascia d'età delicatissima chiamata pre-adolescenza, non più bimbo ma nemmeno troppo ragazzo. Libri manco a parlarne, sembra che abbia un attacco di allergia acuta ogni volta che ne vede uno nei paraggi, altri giochi per la PSP no, altrimenti non si stacca più da quell'aggeggio...Ma che carino questo peluche elefantoso, ora che ci penso non ne ho nemmeno uno a forma di elefante. Che bello morbido, divertente questa proboscide, no, non mi serve un altro peluche.
Alla fine dopo aver passato in lungo e in largo il reparto giochi e affini trovo pure il regalo per nipote grande, un fighissimo zaino della Umro con delle finiture arancio vivo che fa impazzire i dodicenni e che lo bistratterà in tutti i modi possibili. Finisco la spesa e passo alla cassa.
Ma guarda, non m'ero accorto di aver messo nel cestino pure l'elefante, e ora non ho voglia di tornare al piano di sopra per rimetterlo nello scaffale.
"A lei che è un affezionato cliente del nostro reparto giocattoli le regaliamo un buono sconto da spendere entro il 10 gennaio, ne approffitti!" mi sento dire dalla commessa.
Si, come no, farò man bassa di peluche e macchinine.
Lo so, avete ragione, dovrei cercarmi un uomo piuttosto, ma che ci posso fare, quelli di solito passano,  mentre i peluche restano.
Buone feste a tutti.

lunedì 14 dicembre 2009

Treviso, Diva & Nonna Twining Meeting



Sole, traffico, parcheggio, giri a vuoto, ore perse, nervoso, freddo freddo, primo appuntamento privato tra Regine per degustazione tea e cookies su preziose tazze di porcellana presso saletta V.I.P. nel bus del  Twining Tea Tour , secondo appuntamento aperto al pubblico con degustazione assieme alle Dive e amici, con bicchieroni di carta e senza cookies, Dive infreddolite, Dive impellicciate, Dive incappucciate, DivA spudorata con culone esposto ai quattro venti, regalini, fiocchettini, sorrisini, bacini al cianuro, of course, con retrogusto alla teina.
Prima fermata all'Angolo del Suppellettile, seconda fermata all'angolo del Tutto per la Casa, un'orda di formine per biscotti, stampini per muffins, Sali esotici, termometri per dolci, piccoli elettrodomestici, un commesso equivoco con occhio languido (solo per me), la cugina di Vanna Marchi decisa a farci svuotare il credito residuo della Mastercard, terza fermata all'angolo Stiloso&Chiccoso, leggi scarpe, accessori e abbigliamento in un contesto snob e signorile, come dovuto a vere Dive dispendiose.
Quarta fermata con pausa lunga in bettola caratteristica che fa tanto etno-folk-chic per placare i languorini delle Dive affamate: piatti scelti con oculatezza soltanto dopo aver consultato, ogniunA, il proprio dietologo di fiducia, il tutto condito da lunghe conversazioni a modo e qualche piccola chicca pepata, come si confà a vere Dive di mondo. Piccola pausa splatter per commentare la notizia della consegna del premio, sotto forma di statuetta, al più famoso mezza tacca degli ultimi 150 anni per tutto il bene fatto per l'Italia.
Dolce. Si, quello non poteva mancare, doppio per alcunE, triplo per qualcunA, tanto il culone ce l'ha già.
Breve passeggiata dopo cena e quinta fermata a Gelateria-cioccolateria very very good. Tazza piccola, tazza media, tazza grande, indovinate un po' chi è la solita esagerata, coppa diversa, non calda ma fredda, perché in qualche modo dovrò pure conservarmi quando entro in locali riscaldati. Altra lunga passeggiata per le vie del centro, attraverso ponticelli romantici, alberi addobbati a feste e piazzetta con radicchi mosci, freddo, freddo, tanto freddo, ma la compagnia era calda e affettuosa e tutto è passato in fretta.
Ecco, questo è il mio piccolo Souvenir da Treviso, per tutti quelli che non c'erano e desideravano esserci e nel frattempo schiattavano d'invidia. Di più non posso, ho poco tempo, i miei impegni di Diva mi reclamano.

P.S. confido nell'ironia dell'amika Culona, ma giusto per tranquillizzare gli assenti credo sia corretto specificare che il culone è semplicemente un bel derriere a balconcino.

giovedì 10 dicembre 2009

Palle soffici e piumose



Non ho resistito, erano lì davanti a me sospese nell'aria, bianche, morbidi soffici e piumose, delle alternative palle natalizie: come non pensare alla mia stola di pelo di blogger.
E' un periodo grigio fumo un po' ovattato, dopo giorni uggiosi e piovosi un bel sole sfacciato, abbagliante che inonda di luce ogni anfratto e riscalda quest'aria secca e gelida.
Lui tagliava, colpi di forbici alternati a carezze di rasoio, il profumo dello shampoo che mi inebriava, i miei occhi allo specchio sorridenti. Li ho guardati a lungo, li avevo quasi scordati quei colori più caldi, i lampi di luce.
L'ultima volta che li avevo osservati stentavo a riconoscermi, qualcosa di strano, di diverso nel mio viso, come se quello riflesso fosse un'altra persona, ma poi quella stizza, quella noia in sottofondo di quando non ti va' di approfondire, e preferisci distogliere lo sguardo.

-Pronto, ciao, come stai?-
-Sono un po' stanco, dormo poco ultimamente, ho avuto periodi migliori-
-Mi sono preoccupato quando ci siamo visti l'altro giorno, da quando ti conosco non ti ho mai visto così male. Non so, qualcosa nel viso, come se fossi teso oltre i tuoi soliti limiti esagerati.-
-E' qualcosa che non dipende solo da me purtroppo, ma al di là di tutto mi sento svuotato di tutte le energie, così, in attesa di miglioramenti, preparo dolci e torte di mele. Ognuno affoga i propri dispiaceri come può-

-Ho visto il tuo profilo, mi piace molto quello che scrivi, lo condivido. Mi piacerebbe conoscerti, vivo nella tua stessa provincia.
Lo guardo e mi chiedo cos'è che mi blocca di tutto questo, cos'è che mi manda in subbuglio: ma che strano, una  volta che qualcuno mi scrive in un modo semplice, gentile e cortese, onesto e diretto mi sento quasi spiazzato, come se fossi così assuefatto a certe cadute di stile di molti altri da non farci più caso, come se non sapessi più come rapportarmi a questo tipo di dialogo. Quant'è complicata la vita a volte, quanto la rendiamo complicata.

E' tutto un baillamme di pensieri, passa così in fretta il tempo quando ti accorgi che non era ieri, nè la settimana scorsa, ma mesi fa.
Ma oggi mi sento meglio, ho incrociato due amuleti a forma di palle pelose soffici e piumose e mi scopro un sorriso che non riesco a trattenere.
Così, per scaramanzia, le ho fotografate.

mercoledì 4 novembre 2009

e(in)voluzione della specie

E' capitato spesso in questi ultimi giorni che incrociassi trasmissioni di approfondimento in cui si discuteva il caso Marrazzo, del quale non entro in merito, perché credo ci siano ancora molti retroscena da svelare. A colpirmi principalmente sono state la maggior parte delle premesse che quasi ogni intrevistato, rappresentanti politici in testa, riteneva di apporrre prima di esplicare il proprio pensiero. A parole, a parole sottolineo, tutti erano concordi nel dire che le scelte sessuali di una persona sono insindacabili, delle quali nessuno dovrebbe approfittare per discriminare gli altri.
Tralasciando il fatto che trovo sempre fastidioso sentire la pseudo-locuzione "scelta-sessuale", ritengo che non sia la sessualità ad essere scelta ma il modo il cui si decide di viverla, mi colpiva il fatto che simili espressioni arrivassero da rappresentanti che fino a qualche anno fa non si sarebbero mai sognati di dire cose simili, giudicando tutto quello che non fosse eterosessuale come sintomo di malattia o perversioni da combattere e ostacolare in tutti i modi.
Sappiamo benissimo tutti comunque che dietro a frasi all'apparenza tolleranti, se non concilianti, si nasconde spesso un'ipocrisia spaventosa, ma al di là di questo, trovo conferma su quello che da molto tempo vado a pensare. La maggior parte delle intolleranze verso chi rappresenta il diverso, trova terreno fertile soprattutto quando c'è una spersonalizzazione, quando cioè gli altri verso cui si discrimina sono un'entità astratta perché priva di volti e di nomi o di qualsiasi appiglio alla piccola realtà quotidiana di tutti noi.
Sarà capitato a tutti di avere a che fare con persone che discriminano violentemente una categoria (gay, immigrati, donne, meridionali ecc.), premettendo, nel caso l'interlocutore facesse parte di una di queste categorie, che solo a lui non farebbe niente perché lo conosce e perciò, in qualche modo, si fida, ma di tutti gli altri farebbe strage. E' per questo che ritengo che la visibilità sia importante, perché quando il diverso diventa quotidianità perde tutta questa valenza negativa di cui lo si vorrebbe caricare. E' più facile insultare e discriminare violentemente e a vanvera delle ipotetiche persone piuttosto che fare la stessa cosa avendo bene in mente chi sono queste persone, come si chiamano, che lavoro fanno, che rapporto hanno con noi e con la società che ci circonda. La visibilità è fatta di molte sfacettature, può essere diretta e indiretta, ma, visto il condizionamento che riesce ad avere nei confronti di molte menti, quando passa attraverso la televisione diviene particolarmente incisiva. Non sempre la condivido, non sempre è visibilità positiva, ma serve per aprire una breccia nel cervello atrofizzato di molte persone.
Ho trovato questo video interessante, è un po' lungo forse, ma bisogna arrivare fino alla fine per capire del tutto quello che ho voluto dire qui sopra.
E' una sorta di evoluzione della specie gaya in televisone.





Il desiderio è quello che un giorno non siano più necessari dei distinguo o delle separazioni di protezione e che tutto rientri in un tale clima di quotidianità da apparire banale. L'assurdo di poter camminare per la strada mano nella mano alla persona che si ama rimanendo trasparenti.

martedì 27 ottobre 2009

Piccole, buone notizie

Non mi cambierà la vita ma ogni tanto qualche buona notizia fa piacere.
E' stato condannato in primo grado per istigazione al razzismo il tanto vituperato "pro-sindaco sceriffo" Gentilini, colorito figuro del nordest italico ed ex sindaco di Treviso, famoso per le sue uscite violente e offensive nei confronti di immigrati e omosessuali. Oltre ai 4.0000 euro di multa divieto di tenere comizi pubblici per i prossimi tre anni. In questo articolo ulteriori dettagli.
Nessuna foto, non voglio far scendere il livello di questo blog.

martedì 13 ottobre 2009

P.di S.e C. 2


"Dovunque tu vada, vacci con il tuo cuore".
Confucio (551-479 a.C.)




seconda puntata dedicata alla serie "Pastiglie di Saggezza e Cultura" inaugurata un po' in sordina su questo post

Hopes & Fears

Lo so, è da pazzi, sono ancora così giovane, c'è ancora tanto tempo, e poi non è il momento giusto, non ora che questa italietta ristretta sta andando tutta a puttane, anzi no, a Ministeri e a Sottosegreterie, alla mercè di tirapiedi succubi del peggior mezza tacca degli ultimi 150 anni, un paranoico in preda a deliri senili che vede complotti e farabutti ovunque, e la stampa estera tutta che mette in guardia dall'avvicinarsi a queste terre, e una sgallettata rossa dal cervello incenerito che minaccia di "bombardare quelle stesse redazioni con comunicazioni veritiere e positive".
No, non si può, è da incoscienti fare questa cosa, ma non riesco a resistere, non riesco a zittire questo sussurro urlante che mi sconquassa dentro, questo germoglio che chiede di crescere e svilupparsi, e non voglio più aspettare che i tempi siano maturi, non voglio più sentirmi dire che altre sono le priorità, non voglio più ricordare a certe persone che non ho nessun obbligo di giustificarmi, che la mia vita, i miei desideri, i miei progetti non richiedono la loro approvazione.
Ecco, l'ho scritto.

Consiglio a tutti la visione di questo video, lo trovo così coerente con quello che sento dentro.


venerdì 2 ottobre 2009

zainetti e gatte malefiche




"Oggi abbiamo imparato che 1+1 fa 2, così come questi ditini qua, e Federica si dimenticava sempre così l'aiutavo io" mi informa petulante e giuliva mia nipote, tutta felice di essere approdata in prima elementare.
"Le tue amiche dell'asilo sono rimaste nella tua stessa classe o sono in altre sezioni?" mi informo, visto che ormai di quelle piccole despoti so pure il colore delle mutande, rosa-winx, of course.
"Si, ma non tutte, per esempio Mariasole è in altra classe ma durante la ricreazione giochiamo sempre insieme".
"E la tua grande amica Diletta?" chiedo curioso, visto che, stranamente, non l'ha ancora nominata, ed essendo sempre stata la capobranco era a dir poco venerata da tutte le altre, anche se con mia nipote deve aver avuto qualche screzio perché si era ritagliata il ruolo di vice in pectore. Noto una certa smorfia nel suo viso e poi con una scusa si allontana, insomma, non mi risponde.Guardo sua madre che è lì accanto a me e sorride:
"Si è trasferita in un'altra scuola, quella inglese, bella si, ma cara all'inverosimile,e lei sembra averla presa un po' male, come se si sentisse tradita. Fatto sta che non la nomina più, Deo gratias, era un incubo per me quella bimba, i suoi sono ricchi sfondati e non perdeva occasione per sfoggiare tutte le ultime novità, che anche le altre ovviamente  volevano per spirito di emulazione. Dove possibile noi cerchiamo di accontentarla ma non voglio che cresca pensando che tutto sia dovuto, va perso completamente il valore del desiderio e delle cose, e di questo passo si trovano a dieci anni completamente annoiati perché non c'è più nulla che li interessi".si sfoga un po' mia cognata, aggiungendo che di punto in bianco la mania delle Winx sembra essere passata tant'è che ha voluto lo zainetto di High School Musical, o meglio " haìsculmiusicul "come pronuncia tutto attacato mia nipote: però, certo che il salto è notevole, pensavo fosse un prodotto per un pubblico un po' più grandicello.
"Ma dimmi, non avrà una passione per quella cula persa con la ciuffa orrenda spero?" chiedo a mia cognata per avere un'illuminazione.
"Chi?" risponde lei, "sinceramente non lo so, non so nemmeno come sia entrato nella sua vita , sicuramente sarà stata l'ultima passione insana trasmessa da  Diletta prima di finire l'asilo".
"E l'astuccio?" chiedo curioso, curiosissimo, perchè si sà, gli accessori sono importanti.
"Hello Kitty, ma quella piace anche a me" mi risponde.
Le Winx, Zac Efron, la gatta malefica, ecco, questo è il background culturale su sui si svilupperà la formazione intellettuale di mia nipote. E il caso di intervenire per ampliare un po' le vedute.

martedì 22 settembre 2009

ringraziamenti "timidi e imbarazzati"

Ho sentito dire che qualcuno apprezza i miei interventi,  non ho voluto esprimermi direttamente in altra sede perché io sono molto timido e mi imbarazzo facilmente ma vi confesso che la cosa mi rasserena enormemente.
Mi faccio sempre un sacco di scrupoli ogni volta che voglio scrivere un commento, non mi sembra mai abbastanza intelligente o abbastanza simpatico, spesso lo trovo incoerente con il post dove intervengo e alla fine penso che sotto sotto non interessa a nessuno quello che ho da dire, perché io sono molto timido e mi imbarazzo facilmente e questo mi crea un deficit intellettuale al quale non riesco a sopperire in nessun modo.
Non per niente ho aperto questo blog per evitare di fare danni negli spazi altrui, che quando si è così, molto timidi e facilmente imbarazzabili, si combinano guai in continuazione.
Insomma, tutto questo per dirvi : grazie, grazie e ancora grazie.

Per quanto riguarda quell'altro argomento un po' scabroso che qualcuno ha fatto notare, noto con raccapriccio che anche il mondo dei blogger è pieno di gole profonde.
Ma io sono timido e mi imbarazzo facilmente, e di certe cose non parlo.

La lavastoviglie acculturata

"Fu veramente audace colui che per primo mangiò un'ostrica".
Jonathan Swift (1667-1745)

Ora, mentre mediterò a lungo sul perché capiti nella vita, a volte,  di non vedere per molto tempo delle cose che abbiamo sotto il naso, mi chiedo chi ha avuto l'idea insolita di abbinare questi aforismi, citazioni, massime o come dir si voglia, non ai cioccolatini di vetusta memoria, ma ad una pastiglia di detersivo per lavastoglie.
Ma pensa te, ero convinto di caricare solo piatti, pentole e bicchieri usati o sporchi e invece, indirettamente e magicamente, consentivo a Molly, una delle mie collabotratrici domestiche, di farsi una cultura raffinata anche se un po', come dire, minimale, proprio mente la caricavo di lavoro.
Una studentessa-lavoratrice a tutti gli effetti insomma.
Credo sia meglio che controlli l'ammorbidente e l'anticalcare, non sia mai che anche Caterina, tra un ammollo e una centrifuga a 900 giri, non ne approffitti per abbeverarsi di cultura a mia insaputa, che poi se queste due mi diventano troppo erudite chi riesce più a capirle dopo, mi complicheranno sicuramente i programmi di lavaggio.
Sotto sotto però trovo la cosa appagante, ora avrò un argomento di cui vantarmi anch'io con le amike durante le nostre partite di ruba mazzetto.
E poi vuoi mettere quando hai voglia di parlare con qualcuno che sia un poco più di terra-terra, magari dell'ultimo libro letto o della mostra d'arte che "assolutamente-devo-andare-a-vedere"; da oggi mi si apre un mondo completamente nuovo. Devo controllare il resto della confezione di pastiglie, chissà con quali altre perle di saggezza e cultura sono sono state intrise e rivestite.

Giuro che non avevo mai fatto caso alla cosa prima di oggi pomeriggio, forse perché ho aperto l'involucro di plastica seguendo le indicazioni stampate anziché fare a modo mio come il solito.

giovedì 17 settembre 2009

Testamento biologico, aggiornamenti

Mi preme segnalare questa notizia che mi coinvolge molto, perché, dopo che l'argomento ha infiammato gli animi delle persone e della politica a causa del caso Englaro, le cose sono un po' cadute nel dimenticatoio, ma ci sono persone che continuano a lottare attraverso le vie legali per difendere i diritti di tutti e fare in modo che la legge sul testamento biologico oggi incagliata al Senato non calpesti alcuni diritti fondamentali.
Con la sentenza n.8560/09, il Tar del Lazio si pronuncia sul ricorso presentato dal Movimento difesa dei Cittadini contro l'ordinanza Sacconi  emanata lo scorso anno, e di fatto boccia la legge sul testamento biologico come fino ad ora approvata alla Camera.

"Il paziente vanta una pretesa costituzionalmente qualificata di essere curato nei termini in cui  egli stesso desideri, spettando solo a lui decidere a quale terapia sottoporsi", e ancora, "si tratta di questioni che coinvolgono il diritto di rango costituzionale qual è quello della libertà personale che l'art. 13 qualifica come inviolabile".

La volontà del paziente prevale su tutto, sia che la si esprima a voce sia che sia espressa per iscritto o per altre vie.
Qui potete trovare un link con ulteriori dettagli anche da un punto strettamente tecnico-giuridico dove si spiega perché la sentenza avrà peso nel definire incostituzionale la legge ferma al Senato.

Legami preziosi

Una gentile signora, famosa per la sua sottile arguzia e le sue mise tardo-vittoriane, mi ha fatto ricordare che, nello scrigno dei tesori che tengo gelosamente nascosto dentro il cassettone della bisnonna, c'è un grazioso gioiello che ho avuto in premio in occasione del ritrovo BloggoGayo&Friendly di inizio estate " Diva e Nonna". Mi ha fatto notare inoltre che oltre ad essere un prezioso di inestimabile valore, autentiche perle bianche di Labuan, mica sassi, il gioiello in questione è strettamente legato da un rapporto di parentela con un altro, famoso per aver partecipato a numerossisimi kolossal cinematografici hollywodiani, tra cui il famosissimo " A Won Foo, Grazie di tutto! Julie Newmar", dove decorava il polso del caro Patrick Swayze per l'occasione in un ruolo en-travesti interpretato con grazia e maestria. Come tutti sappiamo il caro Patrick ci ha lasciato qualche giorno fa, e come spesso accade in queste situazioni la stampa pettegola si scatena e cerca di stanare più notizie possibili da dare in pasto al pubblico mai sazio degli affari altrui.
Ora, dal momento che, attraverso il mio bellissimo bracciale, anch'io posso vantare un legame di profonda conoscenza e amicizia con il divo scomparso, dovrò aggiornare attentamente l'agenda degli appuntamenti per cercare di far entrare per il rotto della cuffia più appuntamenti possibili con i giornalisti, che, da quando si è diffusa la notizia di questa mia ennesima frequentazione Vip, non mi danno un momento di tregua e si fanno via via sempre più insistenti pur di ottenere un'intervista.
Ora, giusto per calmare un po' gli animi, ho deciso di regalare a tutti i miei fans una graziosa picture dove si vede il famoso bracciale indossato dal mio prezioso polso. Notare prego la posa da diva della mano ad ala di fagiana, la trovo così adorabile!

Per questi motivi e anche per altri impegni che hanno a che fare con il mio ruolo di personaggio pubblico, non sarò tra i presenti del prossimo raduno veneziano "Diva e Nonna Educational", ma sarò assieme a voi con il cuore.

sabato 29 agosto 2009

Sensibili? No, incazzati!


Ecco, è questa la reazione che aspettavo, bisogna agire subito fino a quando la carne al fuoco è ancora calda.
C'è bisogno di visibilità, di mettere bene in testa a certe persone che non siamo un'entità astratta ma cittadini come tutti gli altri, con i nostri pregi e difetti, con le nostre piccole vite fatte di atti e gesti quotidiani, lavoro, studio, sentimenti, famiglia e quant'altro. Che non risaliamo dalle catacombe come dei vampiri solo per cercare dei nostri simili ma che viviamo una vita completa e vorremmo che fosse qualitativamente migliore di quella che è ora.
Ecco, credo che un tipo di reazione simile porti molto di più che mille proteste pseudo-autorevoli espresse tramite comunicati stampa che vengono semplicemente cestinati e ignorati dai più.
Renderci visibili al punto di diventare ovvi  quotidiani e assodati, e non più diversi solo perché insoliti, anonimi o non convenzionali o per tranquillizzare l'animo dei più pavidi che preferiscono sempre pensare che il diverso sia sempre l'altro-sconosciuto. Essere talmente presenti al punto di non poterne più di vederci ovunque e di accettare alla fine di concederci i diritti che ci spettano pur di avere una tregua.
Utopia? Forse, ma sempre meglio di una reazione a scoppio ritardato come certe proteste in quel di ottobre quando ormai gli italiani, sempre veloci a dimenticare, non capirebbero di che cosa ci si lamenta.
Ho deciso di scrivere questo post perché mi sono reso conto che per molte persone silenzio significa assenso, perché molti credono che a lamentarsi siano soltanto quattro gatti sfigati che non hanno niente di meglio da fare, perché per queste persone se non sei visibile e se non ti fai sentire semplicemente non esisti.

venerdì 14 agosto 2009

scarpette gialle









Sarà che fa caldo ed è faticoso tenere i vestiti addosso, sarà che con l'estate mi scatta questa voglia di movimento, di uscire all'aria aperta pur non amando particolarmente l'allenamento outdoor.
Chissà, magari con un paio di scarpine gialle e un compagno di corsa così, potrei prendere in considerazione le gioie faticose dello jogging.

Foto di David Ellingsen per Adidas

sabato 8 agosto 2009

frammenti di quotidianità

Che giornata insulsa, un'afa che ti avvolge fino al midollo e fuori un cielo così, come dire, insulso, a sprazzi azzurro spento, a sprazzi nuvole come panna smontata color grigio topo. Mi alzo tardi finalmente, dopo settimane di levatacce avevo voglia di una lunga dormita mattutina, ma l'umore non è dei migliori, è così, come il resto, insulso. E' tardi ormai per la colazione e ancora presto per il pranzo, rimando a più tardi il pasto sul genere "colazione in vacanza": ciotola enorme di macedonia di frutta fresca, yogurt greco addolcito con miele d'acacia e poi spruzzato abbondantemente di polvere di cannella, uno o due muffins dei miei, quelli buoni e poco calorici. Ma questo dopo, prima devo fare un po' di pulizie, riordinare libri e riviste sparsi per la casa, caricare la lavatrice, scaricare la lavastoglie, uff, la vita di una casalinga non ha mai fine, con comodo comunque, tanto non aspetto nessuno e se dovesse arrivare farà da bersaglio allo spazzolone. Prima però devo fare un po' di addominali, che non sia mai che mi dimentichi che poi loro se ne approffitano e si allargano anche dove non dovrebbero. Certo che oggi fare il riscaldamento è dura, ma non posso mica fare gli addominali a muscoli freddi. Unoduetre dieci in avanti, unoduetredieci a destra, quanto li odio gli obliqui, unoduetredieci a sinistra, poi ancora in avanti e indietro, a forbice a spirale e a rottura di coglioni ma alla fine arrivo a cento.
Controllatina allo specchio, sì!, può andare, ma quando farà più fresco devo fare qualcosa per i glutei perché con tutto il tempo che ho passato seduto davanti al pc negli ultimi mesi la forma e soprattutto la posizione non è esattamente dove la vorrei. Diversamente da Poto, che a furia di rincorrere l'automobilina del suo bello ce li ha sù in mansarda, i miei sono finiti giù in cantina; Ma devo trovare un'alternativa alla corsa, quella proprio non mi piace, magari vado al centro fitness qui vicino, ho visto nel flyer che tengono anche un corso di pilates e quella fanatica della palestra che corrisponde al nome di My_sister_Bannet media dice che , "diversamente da altri centri,ci sono pure i macchinari originali". Sì, credo si possa fare, e poi è vicino così ci vado in bici e tiro sù un po' anche il tono dei muscoli delle gambe.

Ore 13.30 circa, suona il cellulare, il numero è quello degli avi di casa Bannet.
-pronto, sono la mamma, volevo ricordarti che domani facciamo la festa per il compleanno di papà, vedi di non fare il solito uccel di bosco che si dà alla macchia!
-Chi ci sarà?
-Ci saranno tutti!
-Tutti chi?
-Come chi?, noi, i soliti. Comunque io sono un po' stanca, non ho voglia di preparare tante cose, roba fredda, panini, focaccine macedonia. Poi pensavo di fare il tiramisù calssico e quello alle fragole, la torta brasiliana, due crostate con crema alla vaniglia e frutta, il dolce a quadrotti che piace a tutti, che dici preparo anche dei bignè al cioccolato? o è meglio che prepari anche qualche torta salata? e poi mi devo ricordare della sopressa e dello speck che ho fatto mettere sottovuoto.
-Ma quanta roba fai, neanche dovessi sfamare un battaglione!

e qui mi fa un elenco lungo come l'anno della fame, parenti, amici, conoscenti, ex colleghi, infiltrati vari.

-Ecco, ora mi sono ricordato perchè non mi piacciono queste cose.
-Sei sempre il solito, vedi invece di non arrivare troppo tardi altrimenti non ci trovi più molto.
-Ecco sì, arriverò sul tardi, giusto per un saluto.
-Va beh, terrò da parte qualche pezzo di torta per te nel frigo.
-Ciao mamma
-Guarda che ti aspetto!

Vediamo un po' cosa dice il meteo per domani, se è bello vado al mare.

Ecco, a proposito di compleanni, in questi giorni c'è stato anche il primo di questo blog e me ne sono accorto soltanto perché ho controllato dei vecchi post.
Io non li conto mai gli anni, soprattutto i miei, e quando qualcuno mi chiede l'età ci devo sempre pensare un momento: è la cosa bella di questo pseudo-alzheimer, ricordarsi di avere sempre 27 anni e dimenticarsi gli altri.

mercoledì 5 agosto 2009

vampiri e carrelli


Umore grigiofumo, passo dal commercialista dopo essere prima stato in banca a litigare, ehm, a trovare un accordo su alcune questioni di insoluti altrui, entro nell'ufficio mansardato con vista aperta sul cielo, condizionatore a palla e lui lì, abbronzato e raggiante che fa ticchettare i tasti del pc.
"Ciao Asa_Ashel, come stai ?"
"Ho avuto giorni migliori, oggi almeno c'è un bel sole".
"Non basterà a renderti più allegro quando andrai via da qui".
(...) pausa con relativo innalzamento di calore.
"Sputa il rospo bieco assassino, quanto sangue devo versare questa volta?"

"Allora, ci sarebbe la rata INPS, il versamento dell' iva trimestrale, due rate delle tasse e forse qualche piccola quisquilia per quella rata pagata in ritardo di cui ti avevo accennato".
"E se io volessi ribellarmi a tutto questo?"

Ecco, adesso sapete perché io odio il mese di Agosto.

Per tirarmi su passo all'Iper per la spesa mensile, approffitto della pausa pranzo così trovo poca gente e posso leggere in santa pace le tabelle caloriche degli alimenti che mi appresto a mettere nel carrello: che letture entusiasmanti, mi diverto un mondo a fare la parte dell'intellettuale che cerca tutte le tracce di elementi sospetti negli alimenti, è come essere immersi nella lettura di uno spy-story dai contorni sempre incerti, dove devi cercare e raschiare bene sul fondo della lista per scoprire dove si nascondono quei farabutti dei grassi, oppure quegli spiritosi degli zuccheri aggiunti, e non parliamo poi di quegli essere subdoli chiamati aromi e basta, quelli naturali sono in via di estinzione e sempre più raramente li si trova tra i protagonisti.
Così mentre passo per le corsie con il mio carrello della spesa ragionata, che nonostante questa allure intellettuale ha sempre qualche rotella ribelle che non ne vuole sapere di rigare dritta, lo so, è quella perfida della crema valentina bicolore, 7500 calorie a grammo che lo chiama a sè come una sirena con i marinai nei tempi antichi, incrocio spesso altri carrelli come dire, improvvisati, pieni colmi di bontà a cuor leggero, si come no, ti slarghi solo a scartarla quella bontà, e di strane cose molto colorate, molto profumate molto, insomma, troppo per non destare sospetti nell'ammazza calorie che è in me.
Fare la brava massaia è un lavoro duro e fare la spesa è un'arte che si impara e si affina poco a poco e sono sicuro di essere sulla buona strada per diventarlo. Certo, una cosa non mi so ancora spiegare, com'è che entro per fare la spesa e quando esco sembro uscito da una libreria?
Questi Iper pieni di tutto, mi confondono sempre.

Il post è piuttosto balordo, lo so, ma dopo tutto il sangue versato oggi non ho forze per fare di meglio.

domenica 26 luglio 2009

Special Event "Diva e Nonna", il racconto (3)

Terza e ultima parte: La cena, ricchi premi e cotillons.
Per la cena non si è badato a spese, sono stati prenotati i migliori chef diponibili sulla piazza, guidati per l'occasione dalle preziose indicazioni di Gan, della Vecchia Marple e via via di tutti gli altri ospiti mano a mano che la loro competenza culinaria divenisse necessaria. Dispiegati jet personali e tutti i mezzi di locomozione possibili, dal gatto delle nevi all'asinello sardo, dal sommergibile russo alle carrozze trainate a cavallo, tutto per riuscire a far pervenire i migliori ingredienti necessari alla riuscita della serata.
Spezie dall'Oriente, Pakistan e India in particolare, carni dall'argentina, cacao e caffè dal Brasile, panna di latte dal Belgio, aromi e agrumi dal sud-Italia, grano per la farina dalla Turchia, ortaggi e verdure dagli orti biologici di mezza Pianura Padana per averli freschi di giornata, farina per la polenta macinata a pietra dal mulino della tenuta di famiglia Bannet, vini preziosissimi dalla cantina ultrasecolare della famiglia di Gan, preparato di caciocavallo cacioricotta che appartiene da generazioni alla famiglia di Gios81, un'altra ricetta segreta per un piatto a base di bresaola della famiglia di Poto, talmente segreta che a nessuno è stato consentito l'assaggio onde evitare di risalire a monte agli ingredienti e alla procedura di lavorazione.
Vari chef si sono avvicendati per preparare di volta in volta freschi antipasti, croccanti torte salate che mettevano in evidenza i sapori delle verdure di stagione, carni succulente e cotte alla griglia spennellate di ottimo olio d'oliva, aromi vari e poi spezie inebrianti, a volte un po' troppo inebrianti, soprattutto in quella portata dalla forma strana e fisiologica , orecchiette pugliesi talmente gustose da sembrare ornate del sapore delle gemme di tutti gli orecchini della Madonna di Pompei, contorni ai secondi piatti tagliati, invece che con la più pratica mandolina portata appositamente per l'occasione, con l'accetta di Attila, da volenterosi aiutanti poco ortodossi per quanto riguarda l'estetica alimentare, aperti diciamo a nuove interpretazioni di forme e colori in cucina.
Per non parlare poi dei dolci, un' orgia di creme fresche al mascarpone, al cioccolato, al cocco, al caffè e una strepitosa e frizzante al limone, paste frolle, sfoglie e tremule come non mai, dalle forme più disparate: a cuore, a griglia, a torre di Pisa, a gioco del domino (perchè i baci di dama ormai sono per i dilettanti) che hanno entusiasmato e fatto gridare all'attentato calorico tutti i commensali, anche se, a margine, bisogna registrare le lamentele di un ospite sanguigno e verace che ha mosso un'accusa di non-genuinicità verso i dolci di qualcuno, del quale non facciamo nomi, ma che si notava per il livello maggiore di nudità esposte al pubblico ludibrio, come si insegna bene nelle scuole serali per Entrenause.
Un capitolo a parte meriterebbero i vini e le bevande usate per inaffiare abbondantemente le pietanze, spiegate e raccontate con maestria dal caro Gan. Dallo champagne di una zona sconosciutissima della Francia, all'acqua naturale degli iceberg della Groenlandia, ai sidro di mele della Germania passando per il succo di frutti rossi del Canada, ogni bevanda una lezione di storia, geografia e costume, tutti lì adoranti a bere queste perle di cultura.
I commensali comunque non erano ordinari commensali, e quindi nemmeno la cena poteva seguire una sequenza di portate , come dire, ortodossa, dall'antipasto al dolce.
Sarà stata l'aria fresca della foresta, saranno state le spezie oppiacee delle candele, sarà stato l'alto grado di estrogeni nei presenti, fatto sta che si è preferito far proseguire la cena con il metodo "donna incinta": si passava cioè senza soluzione di continuità e coerenza da una portata all'altra in base semplicemente alla voglia del momento e alla fretta di rimpinzarsi la pancia.
Solo in questo modo si spiega un primo piatto dopo un secondo, un contorno al posto dell'antipasto, e un antipasto super segreto non pervenuto. Solo i dolci pare siano stati tenuti per ultimi, ma non potrei giurarci, voci di corridoio (leggi sguatteri in cucina) parlano di ospiti che si sono intrufolati clandestinamente nelle cucine per fare degli assaggini veloci mentre i dolci erano in preparazione. Nessun problema comunque, le calorie in più saranno visibili solo nel loro derrièr.
A cena quasi ultimata, su questo punto c'è un'opinione discordante tra i commensali, (pare che non sia mai terminata, vi informeremo meglio nei prossimi giorni), una certa vecchia signora si è improvvisamente animata e da un cappello a forma di cilindro uscito da chissà dove, forse da quella specie di tappeto di Yak tibetano che le copriva le gambe, comincia ad estrarre numeri e bigliettini a raffica e a distribuirli ai vari ospiti. Un po' titubanti prendiamo il pizzino che ci viene consegnato senza aprilo nè leggerlo, come da indicazioni ricevute sotto forma di minaccia di morte dalla dolce ed indifesa vecchina, fino a quando lei, dopo aver consultato un libriccino strano che teneva gelosamente tra gli artigli, ehm, tra le mani, (credo sia stato il manuale della Kabbalà che condivide con la sua amica MariaVergine in arte LaCiccona), inizia a farfugliare frasi senza senso. La guardavamo tutti un po' preoccupati, pensando che magari avesse esagerato con il mix di Cialis, Viagra e Belladonna nella sua tisana, e poi , saranno state le candele, sarà stata la sua voce bassa in tonalità oltretomba, ma pareva una seduta spiristica. Poi improvvisamente si rianima, di nuovo, e comincia a distribuire doni a tutti come se fosse una befana fuori tempo massimo per la consegna. Diciamo che un po' ha giocato il caso, un po' il fattore Q, un po' il fascino che emano ogni volta che indosso il collier di opale camaleonte, fatto sta che io mi sono accaparrato il regalo più bello della serata, un autentico bracciale a tre giri di vere perle bianche di Labuan, che sul mio polso sottile e ossuto sta divinamente: A chi osasse mettere in dubbio questo sappia che esiste prova fotografica scattata da uno dei fotografi accreditati alla festa, con i preziosi è sempre il caso di avere un immagine fotografica, così se me lo rubano ho qualcosa con cui andare dai carabinieri per la denuncia del furto, e che preziosi, le perle sono intervallate da quattro anelli ovali in oro massiccio 280 carati di lega esclusiva.
Altro premio interessante il porta condom a forma di borsetta chanel vinta da Gios81, color rosa e impreziosita da tre fiori in contrasto con borchie tempestate di diamanti come pistilli. E vogliamo parlare del portagioie con collier di smeraldi e rubini vinto da Byb, chissà come starà bene sopra il cassettone in camera da letto.
Insomma, la graziosa e gentile vecchina è stata adorabile con tuttE noi, Dive di ieri oggi e domani, l'unico dubbio che mi è frullato per la testa è che sia un modo per farsi perdonare qualche malvagità gratuita commessa nei nostri confronti che al momento mi sfugge. Lo so, dovrei essere un po' meno ostile verso il prossimo, forse è tutta colpa di quell'uccellaccio del malaugurio a forma di origami, plasmato da Byb ma animato con riti Vudù da Poto appeso sopra le nostre teste, anzi, proprio sopra il trono della vecchia.
Sempre in onore degli ospiti, ma questa volta da parte dei padroni di casa, sono stati altresì organizzanizzati dei meravigliosi giochi d'acqua che a confronto le fontane colorate di Barcellona impallidiscono. In un continuo crescendo e scendendo, prima in sottovoce poi via via più forti e vorticosi, con giochi di linee rette e a spirali, a doppia elica, ad ala di gabbiano, con un suono meraviglioso come quando i mufloni si grattano sulle rocce per staccare il pelo vecchio durante la muta. A Byb non pareva vero, stregato da questo portento ingenieristico e idraulico si è avvicinato il più possibile per carpirne i segreti, in modo da replicare in scala ridotta il tutto nella vasca da bagno a due piazze del nido d'amore che sta progettando per se e Lore!.
Insomma miei cari lettori, serata indimenticabile, dove, tra una malignità e un sorriso di circostanza sono stati siglati sotto banco importanti accordi di collaborazione e non belligeranza tra blogger. All'apparenza sembra cosa da poco ma serve il più importante degli ingredienti, volersi bene.

Momenti topici:
-Il mio arrivo annunciato sulla carrozza reale, non chiedetemi quanti cavalli non li ricordo mai, con tutti gli altri blogger che mi aspettavano in strada guardando verso sud ed io che arrivavo, da dietro, da nord, prima risata liberatoria.
-Il giro turistico sulla Potomobile con Poto, Tina, Gios81 e Byb Lore!: la luce nei loro occhi sembrava quella dei bambini alle giostre e il gioco di apertura della cappottina è strepitoso, ci manca soltanto che inserisca il turbo e spicchi il volo.
-Come ogni Diva che si rispetti c'è una principessa in noi che aspetta solo l'occasione giusta di esprimersi: la coroncina-diadema delle Winx che tutti abbiamo indossato, nessuno escluso, è stato un bellissimo modo di esprimere il nostro stare assieme e fare gruppo unito. A me, ça va sans dire, è capitata la bionda, e un po' mi sentivo tale in quel momento. Grazie a Poto dell'idea.
-Le cose non dovute e inattese ma aprezzate: la volontà di tutti di cercare di costruire un rapporto con gli altri in un modo diverso da quello che usiamo attraverso il blog, senza lo schermo a fare da filtro. Un grazie particolare a LaVecchiaMarple, il bigliettino ricordo con la copertina di carta di gelso decorata, il taglio dei bordi a cappe, la scelta di un colore prezioso come l'oro per lo scritto, la pazienza per decorarlo con minuscole paillettes e brillantini colorati sono tutti segni di considerazioni per l'altro, piccole attenzioni e coccole indirette che fanno piacere quando le sai cogliere. Simpatica e divertente anche la spilla-fermaglio a forma di coccinella, che ci lega quasi in un circolo esclusivo. Grazie anche ai fotografi ufficiali per non aver voluto infierire sugli altri, anche se avrei voluto vedervi un po' più audaci, inbarba a quanto detto in passato una bella foto non dispiace a nessunA, purchè sia bella.
Per finire un ringraziamento speciale ai padroni di casa, Tino e Tina in particolare per la sottile incoscienza con cui ha organizzato il tutto, non sempre ci si può lasciar guidare dal cuore ma probabilmente il tuo ha imparato a fare selezione. Una scena non riesco a toglierla di mente, quella in cui Tino passa al setaccio tutte le piccole candele, versa e travasa la cera da una all'altra, accatasta il contenitore di vetro, allinea, , sposta , raddrizza. Tutto con la coroncina di Winx in testa, adorabile, un ingeniere mooolto particolare. Non per niente fa coppia con Tina.

Consigni per eventuali Summit bloggogay&Friendly: meno cibo e più pensieri da condividere, altrimenti la catalessi digestiva è sempre in agguato come una belva assassina: chiedere a Gios81 eventuali ragguagli in proposito.

I fatti, le persone, i luoghi e gli alimenti descritti in questo racconto non sono frutto di fantasia. Ogni eventuale lamentela sarà cestinata senza possibilità di appello.

Special Event "Diva e Nonna", il racconto (2)

Seconda Parte: I Protagonisti.
Tutti gli ospiti erano in gran tiro, mise sfavillanti e trampoli altissimi ai piedi, parure di brillanti e diamanti che facevano a gara con i flash dei fotografi per accecare chiunque: la dolce Tina dagli occhi di cerbiatta vestiva un kaftano decoratissimo a motivi floreali impreziosito con ricamo in filato d'oro e d'argento, pietre dure della Costa d'Avorio e specchietti di cristallo dello SryLanka, il sempre solerte Tino vestito con l'alta uniforme delle Guardie della Regina, con sciabola preziosa e fascia laterale di pura seta della Manciuria, la deliziosa LavecchiaMarple che, coerentemente con le sue origini anglosassoni, sfoggiava una mise tardo-vittoriana ricca di merletti bianchi preziosi, uno strepitoso bracciale di ambra del Baltico a 18 giri che andava dal gomito al polso, al collo un collier di ametiste, come si conviene a signore di una certa età, con pietre grosse come noci, e gli occhialini che facevano parure con il treppiede, di lega speciale platino-diamanti 127 carati. Poco ciarliera ma arguta, attenta ad ogni dettaglio durante le conversazioni, ogni tanto con la scusa di sistemarsi gli occhiali inseriva la funzione mode-on del microscopio ottico a scansione per valutare più attentamente le qualità degli altri ospiti.
Il piccolo e discolo Poto che, da vero accentratore dell'attenzione qual è, sfoggiava una mise di tessuto prezioso blu ottanio, dal taglio liscio e sartoriale e con bellissima cintura minimal-design: il tocco forte del pezzo le gambe scoperte e tornite, da vera spudorata, per ricordare a tuttE le ore di jogging che si sciroppa ogni giorno con la scusa di tenere sotto controllo il suo amato. Questo affronto alle altrui gambe coperte, e senza cellulite per quel che mi riguarda, è stato pagato col sangue, visto che, incomprensibilmente, l'Autan passava di mano in mano e di borsetta in borsetta senza mai arrivare a lui. A nulla sono valsi i suoi tentativi di anestetizzarsi tramite super-alcolici per via endovenosa. Durante la serata poi, si è esibito nella sua qualità di massaggiatore di cervicali doloranti, capacità che ha imparato tramite un corso alla scuola serale per Entrenause. Personalmente l'ho trovato adorabile ogni volta che impersonava, con tanto di travestimenti ad hoc, i protagonisti dei suoi racconti, dove metteva in mostra una capacità non molto comune di passare da un modo vocale e tonale all'altro a seconda di chi impersonava. Ogni volta applausi scroscianti dalla platea adorante.
Edgar, che sfoggiava due occhi cerulei e luminosi, vestito per l'occasione in una tonalità più chiara del suo adorato Bleu di Prussia, confezionato con un freschissimo shantung di seta della Birmania che diffondeva bagliori di luce ad ogni movimento, in sintonia con i riccioli morbidi e biondi. Silenzioso e un po' distaccato all'apparenza, rivelava tutto il suo interesse all'improvviso quando le conversazioni toccavano argomenti di cui, inaspettatamente, era grande conoscitore e si scioglieva in appassionate e trascinanti chiaccherate. Ogni tanto, facevano capolino tra le pieghe del tessuto delle ali magiche , a seconda di quanto si accendevano i Led incorporati negli occhi.
Il verace Gios81, che per l'occasione sfoggiava il suo nuovo taglio di capelli minimal-chic-sportivo, indossava una mise ricercata nella sua semplicità, dove a farla da padroni erano i tessuti supertecnologici prodotti in un laboratorio segreto di Palo Alto, California, che gli conferivano insieme una vestibilità ottimale, atta a mettere in mostra il suo fisico curato, e un comfort invidiabili: proprio per questi motivi ai piedi calzava, anzichè gli stiletti sottili e assassini dellE altrE, esclusa la misura mezza sega di Tina e gli stivaloni ussari di Tino, un paio di scarpe con le zeppe 20 cm modello carro armato E205K ultima generazione. Appassionato e sanguigno nei suoi interventi, cuoco sopraffino di ricette della tradizione regionale dai sapori genuini ma allo stesso tempo ricercati, ha confermato quel suo modo di fare alla mano e socievole che si evince leggendo il suo blog. Era per me il meno conosciuto tra il blogger presenti, ed è stato una gradita conoscenza della serata.
L'uomo lupo, orso o come dir si voglia, Gan, di nero vestito , lineare, pulito, quasi minimal, in modo da far risaltare le gemme preziose color verde lago trasparente degli occhi e i fili preziosi di platino e argento sparsi qui e là tra i capelli, deus ex machina delle cucine padronali per la serata, coadiuvato da un sempre solerte Tino, si è dimostrato alla resa dei conti meno orso del previsto, e autentica autorità in materia di vini ed affini per accompagnare le varie pietanze della serata. Con la sua voce calda e ferma, la sua esperienza nell'arte di pacificare gli animi è stato di volta in volta il collante tra le varie fazioni che si fomavano nell'arco della serata. Come premio per tutto questo gli è stato donato un lungo e ansimante massaggio da una giovane e poco vestita ragazzuola del nordest asiatico, che si è rivelata molto capace nelle sue mansioni ma incredibilmente ciarliera, che nemmeno tutte le erre di cui erano infarciti i suoi vaneggiamenti la facevano desistere dall'esprimersi.
Infine la coppia coccolosa Byb e Lore!, che contendeva ai padroni di casa il titolo di dispensatori di miele e zucchero della serata. Byb, delizioso sorriso aperto e incredibili occhi trasparenti e curiosi di tutto ciò che si muoveva e che presumeva una progettazione grafica-aerodinamica-urbanistica e architettonica a monte: dall'altalena di liane intrecciate al cappio per tirare il collo ai non graditi, al movimento misterioso della coda della gatta, qualsiasi cosa era valida per far scattare l'inventore-progettista-ricercatore che è in lui travestito da neo-dottore in architettura. Indossava una mise molto colorata, con una predominanza dei colori aranciatosi, sottolineati da dettagli marcati con strass di puri Swarovski e piccole borchie di bronzo brunito, per la serata calda ha preferito un vestito senza coda lunga come le altrE, tranne unA, per mettere in evidenza i trampoli altissimi portati con se dentro un baule fatto costruire ad hoc: neri e lucidi con un intreccio molto particolare e ricercato, quasi fosse un elemento architettonico, dei lacci che le chiudevano.
Lo accompagnava il piccolo e minuto Lore! con una mise all'apparenza poco appariscente ma ad una seconda occhiata dotata di optionals che alle altrE mancavano. Un prolungamento della manica diventava una piattaforma virtuale dalla quale collegarsi alla rete, da una tasca laterale, e ben nascoste, micro casse che diffondevano musica pop-gaya per la gioia dei presenti che si univano di volta in volta improvvisando strampalati e appassionati cori alpini o cori di voci di castrati, da una fessura si poteva inserire una monetina per fare illuminare nel cielo l'ora esatta dall'orologio trasparente di design supertecnologico. Insomma, è stato il nostro direttore degli effetti speciali e della fotografia.
Di me che dire, la stola di pelo di blogger è stata una scelta obbligatoria, primo perché soffro molto il freddo e la frescura, secondo perché l'altra sera ho sbagliato a regolare la temperatura del forno prima di infilarci la testa e il risultato è stato un effetto a macchia di leopardo delle nevi sulla pelle che mi ha impedito di sfoggiare il mio vestito lungo e scivoloso di maglia di mitril con spalline sottili che avrebbero messo in risalto il mio decolleté. Poco male, ho approfittato per sfoggiare parte dei miei collier di piete dure tra cui la rarissima opale camaleonte, così preziosa che non si vede quasi.
A presto per la terza e ultima parte.

Special Event "Diva e Nonna", il racconto

Prima parte: La Location: Villa Semprecontenta .
Premessa: ho scelto volutamente di non inserire immagini, tranne quella pubblicata in esclusiva nella notte, perché desidero che i miei meravigliosi lettori si lascino andare alla loro immaginazione guidati solo da piccoli indizi e aiuti che via via descriverò. Post a puntate, buona lettura.
In quelle terre dell'antica Marca di Treviso si trovano sparse qui le là, attorniate da meravigliosi giardini lussureggianti, le dimore del patriziato veneto dei tempi d'oro della Repubblica di Venezia quando, venuta meno l'attenzione alla conquista di terre al di là del mare, decisero di investire gli enormi profitti rivolgendosi verso la terra ferma, dove, ad un certo punto, ci fu un boom immobiliare dell'epoca che portò ad una gara per accaparrarsi le zone più belle e redditizie dell'entroterra dove andare a trascorrere soprattutto i mesi di villeggiatura estivi, tra giuochi appassionati nei giardini-labirinto, grandi libagioni da consumare durante le feste, non trascurando poi, per le signore, il lato estetico: era quella una delle occasioni in cui le protagoniste dei dipinti di Tiziano, Giorgione, Veronese ecc, passavano parte del loro tempo ad imbiondire le chiome al sole, cosparse abbondantemente di urina, distese su sofà morbidi e accarezzate dalla brezza fresca che spirava sulle altane.
Ecco, in una di queste bellissime dimore, meno conosciuta al grande pubblico e proprio per questo più esclusiva, si è tenuto l'evento mondano di metà estate, il Summit Bloggogayo&Friendly 2009.
Arrivo alla festa, come ogni vera Diva che si rispetti, ultima e in abbondante ritardo, trovandovi tutti gli altri ospiti in trepidante attesa: i padroni di casa, Tina e Tino, la regista occulta della serata, la deliziosa La Vecchia Marple, l'uomo lupo, provetto cuoco ed esperto di vini&affini, Gan, la coccolosa coppia milanese, Byb e Lore!, il timido e dolce Edgar, l'istrione della serata, il piccolo discolo Poto, il sangugno e verace Gios81, ed io, coperto con la mia stola di pelo di blogger Asa_Ashel. (notare l'autocitazione con tanto di link)
Poi, a fare da contorno, centinaia di invitati sconosciuti ai più, tra i quali, mi pare di capire, ci fossero anche molti infiltrati e soprattutto qualche spia in incognito travestita da gatta siamese color fumé.
La dimora bellissima, un piccolo bijoux sospeso nel tempo tra la fine dell'800 e inizio '900, vera location per dive dell'epoca romantica dove non si contano gli splendidi e sfavillanti lampadari di vetro soffiato veneziani, i cento divani e sofà dai tessuti preziosi come il damasco e il broccato, dove lasciar riposare le nobili terga, dipinti e disegni e dediche in poesia alle pareti che parlano di una dimora meta di passaggio di artisti e poeti, deliziosi angoli dove ogni oggetto raccontava una storia, dalla stupenda collezione di scimitarrre, alle maioliche settecentesche, dalle icone russe alla piccola ma preziosa raccolta di crocifissi antichi, fino al favoloso scalone di marmo a doppia elica degradante, rifinito con decorazioni art-noveau di ferro battuto arricchito di smalti colorati da cui tutte le Dive hanno voluto fare la discesa alla Wanda Osiris, rischiando, a causa dei decolleté altissimi, chi l'osso del collo, chi il femore, chi una spalla lussata, chi la caviglia. Non sono pervenute notizie di polsi slogati, prerogativa a quanto pare in esclusiva della Bianca Ofelia, alla quale la lasciamo ben volentieri.
Il giardino poi, una mezza foresta amazzonica ricca di alberi secolari di ogni specie e forma, liane intrecciate ad arte da anonimi servitori che formavano dolci e riposanti amache, altalene dondolanti, cappi al collo per i non graditi, ehm, dicevamo, una foresta lussureggiante dove al suo interno, tra l'erbetta tenera tagliata di fresco e minuziosamente con le forbicine da unghie, altra incombenza del sempre solerte Tino che anche in questo modo ha voluto dimostrare alla sua amata tutta la sua dedizione, tra l'erbetta, dicevamo, era stato preparato e imbandito il tavolo per la cena delle Dive. Un lungo tavolo di legno di Pino dell'Istria, coperto con tovaglie bianche di Fiandra, rifinite con orlo à jour e intarsi floreali qui e là, sparse nel tavolo e sull'erba centinaia di piccole candele bianche profumate intervallate da grosse candele rosse a forma di pomo della concordia che odoravano di spezie orientali. Piatti in porcellana di Meissen e calici di cristallo della Boemia, posate in argento massiccio cesellate ingentilite dal manico in bambù del Vietnam. Ogni particolare insomma scelto ad hoc in onore del prestigio degli ospiti. Per sedere, ad ognunA onde evitare lotte cruente, era stato fatto trovare una seduta a forma di trono imperiale: l'unico differente era riservato alla VecchiaMarple che , data l'età, ha avuto in dotazione un trono con una serie di optionals a lei necessari, dal movimento meccanico tramite ruote dentate per spostarsi , allo scaccia seccatori a forma di zampa di gnu africano fino al distributore di ectasy, ehm, di farmaci salvavita sempre disponibili all'occorrenza. L'unica nota negativa della location il vicinato, evidentemente presso il quale vi risiede la protagonista del film dell'Esorcista che con versacci animaleschi, torpiloquio irripetibile e altro ancora, ha tentato più volte di influenzare malignamente la serata: ad un certo punto non si è più sentita, probabilmente sedata o soppressa da mani amabili.


25 Luglio 2009, Diva e Nonna


Cena Bloggogaya & Friendly a Nord-Est.
A presto per tutti i dettagli più piccanti.
(per individuare le Dive cerca attentamente, cliccando sull'immagine apparirà in grande versione).

venerdì 24 luglio 2009

PennutE con stile





Che strano, ero quasi certa di averle spennate e spiumate per bene, quelle odiose delle mie colleghe.
Evidentemente sono come l'erba cattiva che non muore mai.

Ho trovato finalmente le scarpe, e , oh my God!, che scoop sensazionale, le segretissime scarpe da jogging di JoanCrawford aka Poto.

giovedì 23 luglio 2009

Diva


Lo so, è stato un lavoro ingrato, ma qualcuna doveva pure "spennarle" quelle galline delle mie colleghe.
Ora posso pensare alle scarpe.

mercoledì 22 luglio 2009

Le foto dello scandalo, aggiornamenti

Quindi, riepilogando, dopo che per tutta la notte le Ambasciate sono rimaste aperte per consentire ai vari legali di ammazzarsi di botte, ehm, di giungere ad un accordo pacifico circa la produzione e diffusione di materiale fotografico, si è stabilito quanto segue:
I fotografi ufficiali ammessi, pur se tra mille riserve, sono la signorina Tina e il signorino Lore!, eventualmente aiutati dal signorino Tino nell'allestimento del set fotografico.
I soggetti autorizzati ad essere ripresi per intero sono il signorino Byb, il signorino Ribaldo, i signorini Tina e Tino e il signorino Lore!, che in questo modo paga il pegno di aver introdotto materiali pericolosi al Summit bloggogayo. (leggasi digitale e nuovo obiettivo fotografico).
Tutti gli altri partecipanti accettano di essere ripresi soltanto in porzioni infinitesimali, e senza la possibilità che grazie ad un copia-incolla si possa costruire il puzzle intero.

Voci di corridoio dicono, dicono, che tutta questa querelle sia nata solamente per nascondere il vero pomo della discordia: la lotta intestina e cruenta degli ospiti per accaparrarsi il titolo di "Più Bella della Serata"; non si contano più i tentativi di depistaggio, ospiti che annunciano mise di infimo livello, tipo ciabatte e pantaloni della tuta con l'elastico molle, altri che accennano a vestiti poco coprenti e che lasciano il nulla all'immaginazione, nessuno però al momento ha accennato alla misura del tacco, tenuta nascosta come un segreto di Stato, perché, ovviamente, di tacchi acuminati come le loro menti sarà piena la serata. L'unica misura pervenuta è il tacco mezza-sega della Tina, ma si sa, lei è la padrona di casa e sente l'esigenza di calzare qualcosa di comodo.
Per finire un regalino in esclusiva a tutti i lettori affamati di dettagli sull'ultimo scandalo che tiene con il fiato sospeso la nazione intera: la foto rubata della signorina Tina dopo aver concluso il braccio di ferro con i legali dei suoi Amatissimi e Attesissimi Ospiti.
Au revoir.


martedì 21 luglio 2009

cronaca di una morte annunciata

Si dice che una certa donna in carriera, della quale non dico il nome ma solo il nick-name, Tina, in un impeto di rabbia post-esaurimento, causa pulizie maniacali necessarie ad ospitare nel migliore dei modi un Summit di alto contenuto cultural-sociologico nella propria magione, in un impeto di rabbia, dicevo, ha avuto una folgorazione come un certo Paolo caduto da cavallo sulla via di Damasco: trasformarsi in novella fotoreporter, di tacchettini munita, per tramandare ai posteri i segreti, le curiosità, gli intrecci amorosi, i complotti, le fazioni e le lotte intestine dei famosissimi partecipanti al Summit in terra di Treviso.
A nulla sono valse le minacce neanche tanto velate di alcuni, i tentativi di estrorsione di altri, le lamentele di certi all'ufficio stampa e su su fino ai piani alti, per non parlare delle cose taciute ufficialmente ma fatte pervenire in via privata.
Lei no, imperterrita con i suoi tacchettini mezza-sega urla, sbraita ,conferma che nessuno la fermerà, brandirà la digitale come fosse un'arma impropria e colpirà chiunque.

Ecco, mia cara novella Tina Corona, lei non immagina nemmeno in che gabbia di belve si è cacciata organizzando un Summit bloggogayo nella sua dimora: se non la fermerà il treppiedi acuminato di una certa Vecchia signora, o le manone da ergastolano sul suo collo sottile di un certo uomo-lupo, se non la smuoverà a compassione il ritiro seccato da diva di una certa Joan Crawford, beh, che dire, ci penserà la mia Joan Crawford, quella assetata di sangue di giovani e novelle fotoreporter Corona-style...
Donna avvisata.


P.S. nell'eventualità invece che sia allestito un set fotografico degno del miglior Avedon, ecco, potrei anche considerare l'idea di abbassare l'ascia, ma anche in questo caso la scelta delle pictures visibili a terzi sarà passata al setaccio con il microscopio ottico a scansione e scelte a mio insindacabile giudizio, tutte le altre saranno mandate al macero.
Ovviamente con tanto di clausola firmata col suo sangue che non diffonderà nella Rete le pictures sopravvissute alla strage.

Con tenero affetto.
Asa_Ashel Bannet

venerdì 26 giugno 2009

carinerie



"Gò bisogno de un omo forte che mi dia una mano a scaricare l'aspiratore del laser", disse con spiccato accento rustico e plebeo l'autista, guardandosi attorno nel reparto produzione.
"Ma ghe xè solo femmine qua" disse tra sè e sè dirigendosi verso gli uffici lanciando nel frattempo sguardi furtivi alla scollatura generosa della Miranda, alle gambe abbronzate e ben esposte di Jeniffer e al prorompente fondoschiena della Mirella che giusto in quel momento passava di lì con la sua andatura da bradipo ciondolante. "Gò bisogno de un omo forte che mi dia una mano", ripete come una giaculatoria ad ogni donna che incontra e che lo degna di attenzione, fino a quando mi vede attraverso i vetri dell'ufficio e un po' rimane perplesso, indeciso se chiedere il mio aiuto o no.
"Va' ben anca 'na mezza figa dai", lo sento dire , finalmente convinto prima di entrare .

Ecco, tra le tante carinerie che mi sono state dette nella mia vita questa ancora mi mancava.

Nonostante le perplessità dell'estimatore plebeo sulla riuscita del mio aiuto, dovute probabilmente alla mia linea invidiabile che lui non aveva, ho avuto la mia piccola vendetta personale quando mi ha chiesto di rallentare perchè non riusciva a starmi dietro, quando pochi istanti prima mi chiedeva senza tanti giri di parole se ce l'avrei fatta.
Le mezze fighe con il ciuffo azzurro possono questo e anche altro, ingoia la polvere e bacia il suolo dove cammino, tzè !

domenica 7 giugno 2009

consultazioni europee e dintorni


Domenica dedicata in parte al lavoro, anche se avevo previsto e sperato di passare diversamente il mio tempo, ma tant'è, una serie di eventi mi hanno impedito di seguire i programmi che mi ero imposto. Ieri pomeriggio, tra le 15.30 e le 16.00 in questa zona si è scatenato un violento temporale con il suo carico di pioggia, grandine e vento. Ad appena 4 chilometri da casa mia il tutto si è concentrato in una tromba d'aria che ha provocato dei danni enormi alle abitazioni, alle aziende e all'ambiente, con case scoperchiate, alberi d'alto fusto strappati da terra e fatti volare chissà dove, capannoni aziendali e aziende agricole dove a mala pena hanno tenuto le strutture murarie, vetri infranti alle finestre, cartelloni stradali spazzati via dal vento, pannelli fotovoltaici spariti chissà dove. La scena che si presentava dopo pareva quella che si vede in seguito ad un bombardamento, i feriti sono 28 tra cui una signora piuttosto grave colpita da un palo di cemento, 250 circa le persone che hanno dovuto lasciare la casa perchè non agibile. Tutta la zona ha risentito indirettamente del maltempo, con l'energia elettrica che andava e veniva.
Io lavoro soprattutto con dati telematici quindi senza corrente elettrica posso fare poco, per questo ieri ho deciso di staccare prevedendo di finire questa mattina. Non avevo considerato però che avrebbero staccato la fornitura di energia in tutta la zona per ripristinare probabilmente una serie di collegamenti in sicurezza, e fino alle 13.30 circa non ho potuto fare niente, nemmeno scaldare l'acqua per il the o cucinare gli spaghetti con verdure e gamberetti come avevo previsto.
Avrei potuto nel frattempo andare a votare, ma non riuscivo a trovare la tessera elettorale, e non avevo nessuna voglia di raggiungere il centro storico per passare all'anagrafe a farmi dare una nuova copia, così, nell'attesa, ho fatto qualcosa che non facevo da tanto tempo, ho oziato un po', ho letto qualche rivista non troppo impegnata, ho mangiato yogurt e frutta fresca nel terrazzino di casa lasciandomi scaldare dal sole, senza fretta per finire, senza il pensiero a quello che avrei dovuto fare dopo. Ogni tanto fermarsi anche forzatamente fa bene.
Vedo passare un furgone dell'Enel e poco dopo ritorna la corrente a ricordarci quanto siamo dipendenti dalle cose in questo mondo evoluto che va sempre di corsa e si ferma solo quando si schianta. Mi metto al lavoro e finisco prima di quello che avevo previsto, è sempre così, quando hai la mente lucida e riposata riesci a fare le cose più velocemente e con meno affanni, devo ricordarlo più spesso. Faccio un giro per i blog che mi piace leggere, ma senza lasciare commenti, oggi non sono in vena anche se vorrei scrivere a Byb, a Gan a Poto a Rosa e non so più a chi altri, perdonatemi, non è che mi manchi la capacità di sintesi, ma quando scrivo sono come un fiume in piena e non finirei più, andando completamente fuori tema rispetto al post che leggo. Passo in rassegna anche qualche quotidiano online giusto per tenermi informato su quello che avviene fuori dal maniero e mi cade l'occhio sulla notizia che oggi convolava a nozze il Governatore della mia regione, il Giancarlo, al quale facevano da testimone due semplici amici, non proprio comuni cittadini, il Silvio e il Marcello: ho avuto un attacco di bile velenosa.
Ho buttato all'aria i cassetti e alla fine ho trovato la mia tessera elettorale, mi sono avviato alla circoscrizione per votare, dopo ovviamente essere prima passato per qualche minuto al reparto restauro, non sia mai che incontri l'uomo della mia vita e mi veda con un aspetto in sottotono, e poi volete negarmi il piacere di fare l'uomo del mistero che nessuno conosce (perché mi sono trasferito qui da qualche anno) e di cui tutti vorrebbero sapere? hahaha!
Come non notarle le comari del paesino che bisbigliano tra loro, e la coppietta locale di fidanzatini appiccicosi dove lui, probabilmente primogenito e cocco di mamma diplomato ragioniere ha l'incarico al seggio elettorale, e lei tutta gasata di fare l'ingresso in società come sua futura consorte , ovviamente con prossimo matrimonio religioso in pompa magna, che ostenta uno strato di fondotinta di cattiva qualità che sembra una passata di malta fine prima dell'intonaco sui muri. Mi guardano, zittiscono e vedi la nuvoletta sopra la loro testa che dice : "Chi è questo?, ma è gay?", per poi distogliere lo sguardo perché io sono uno che guarda i curiosi dritto negli occhi costringendoli a cambiare visuale, perché è evidente che contro uno sguardo con sopracciglia inarcate ad ala di gabbiano si sentono impotenti...hahaha !
Insomma ho fatto il mio dovere di cittadino e ho votato, evitando accuratamente tutti i nomi e i simboli del manicomio delle libertà e loro affiliati.

Cercando un'immagine da inserire in questo post ne ho trovato una molto divertente che illustra chiaramente cosa vorrebbero fare molte persone quando guardano le trasmissioni televisive che parlano dei risultati elettorali... eccola (notare anche il cane).

lunedì 1 giugno 2009

Fuck_you


Lily Allen è lì in sottofondo che canta la sua "fuck you" assurta agli onori della cronaca recente grazie ad alcuni video cliccatissimi su you tube. Mi piace, è orecchiabile, ti entra dentro e ti lascia una voglia di spararti le pose sceme davanti allo specchio. Ascolto solo questo pezzo, è inserita la funzione a ripezione e diventa quasi un mantra, una sorta di brodo dove cuociono i miei pensieri. Ha un sottofondo struggente che non riesco a definire e un retrogusto di fine settimana di inizio estate passato sfrecciando per le autostrade del nord italia per raggiungere i locali più cool delle serate gaye danzanti ed ammiccanti: l'aria calda ma non troppo, la notte ancora giovane e le forze fresche, la prima abbronzatura dorata sottolineata dalla canotta assassina che tutti mi invidiano, il latte di malva sulla pelle che mi rende morbido, profumato e suadente come una puttana d'alto bordo. Accanto a me E. che mi racconta le sue ultime dis-avventure erotico-comiche con il disgraziato di turno, ed è un'orda di misure , sproloqui, maledizioni celtiche-montanare intervallate da risate, sospiri e malocchi verso le vecchie che ci precedono nell'altra macchina. Viaggiare ci fa sentire quasi in vacanza, un po' si spera dentro che la serata sia più fruttuosa delle ultime.
Ecco, questa canzone ha il gusto di una risata un po' amara, perché un po' è positiva, un po' ti fa pensare che avrebbe potuto essere migliore se le cose, le situazioni e le persone fossero state diverse.
Ieri, per la prima volta dopo quasi tre mesi di lavoro indefesso, mi sono preso una pausa da tutto e da tutti e ho avuto il tempo per riappropriarmi dei pensieri per me stesso, ho smesso di pensare alle necessità degli altri e ho cercato di capire i miei desideri.
Non ne ho trovati e non so più se è solo stanchezza cronica o il sintomo di un'apatia generale che sta prendendo sempre più spazio.
L'altra sera dai miei ho incrociato sorella grande giusto in tempo per salutarla prima della sua avventura di un mese in terra inglese in quel di Cambridge per prendere più confidenza con la lingua locale in previsioni di lavori che la porteranno spesso in giro per il mondo: è tutto un po' nuovo anche per lei che, nonostante l'aspetto da ragazzina si trova a quarant'anni a fare vita da studentessa. Ecco, avrei voglia di qualcosa di simile, di fare tabula rasa e cominciare qualcosa di nuovo, lontano da qui, da questa italietta da operetta che lascia sempre più sconcertati mano a mano che passa il tempo. Ma credo sia essenziale viaggiare leggeri, i miei adorati libri dovranno aspettare il mio ritorno, tanto ormai non ho più nemmeno il tempo da dedicare a loro, poi devo pensare a Geltrude, Anastasia e le Tre Grazie, le mie piante, ma sono sicuro che per un po' di tempo mamma potrà occuparsi di loro. Alvaro, AliceJoe, Placido e l'ultimo arrivato Amelio resteranno al sicuro in una scatola, il bello dei peluche è che non ti chiedono mai niente e si accontentano dei momenti che gli regali, è nei sogni che si prendono la rivincita e ottengono quello che vogliono.
Poi ci sono le persone che mi conoscono, quelle che mi vogliono bene. Per loro non si può fare come i peluche, sicuramente in una scatola non ci vogliono stare. Un giorno E. citanto una frase di M.L.King vi fece arrivare un rimprovero indiretto per i miei silenzi:
"Non è grave l'urlo dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone per bene".
Questa è la mia risposta, oggi come allora: A volte i silenzi riempiono il vuoto della vita, a volte le parole ti costringono a condividere questo vuoto con gli altri. Non è questo che voglio dare alle persone che amo.
Per quelli che no, che proprio non mi sopportano : fuck you.

Male che vada farò come quel protagonista di una deliziosa novella di Gianni Rodari e dirò: "Basta, mollo tutto e vado via con i gatti!"

domenica 12 aprile 2009

L'eco del Vandalo


Papà è via, è andato in ospedale a trovare brother_Bannet grande che deve mangiare tanto gelato perché gli hanno levato le tonsille: anch'io vorrei toglierle, ma mi hanno detto che non le ho. Mamma è in soggiorno, con lei c'è la zia cicciottella con il suo moroso lungo lungo e secco: parlano di matrimonio e confetti, io vorrei rimanere a parlare con loro perché voglio sapere se il suo vestito ha la gonna ampia come quelli delle principesse, se mi regala dei pezzetti di tessuto bello come quello che ha dato a mia sister_Bannet grande che ha fatto il vestitino alla barbie e poi volevo mangiare un'altra fetta della sua torta a forma di ciambella che profuma di rum. Mamma dice che è tardi e allora ci spedisce a letto tutti , io, sister_Bannet grande e sister_Bannet media: resta con loro sister_Bannet piccola, ma lei ha solo pochi mesi e dorme sempre. Anche brother_Bannet piccolo è già a letto, ma lui è stanco, fa lo scalmanato per tutto il giorno e poi a sera crolla subito, io invece non ho sonno e vorrei stare alzato ancora. Non riesco a dormire, ho provato a contare le pecorelle ma dopo un po' mi stanco, dovrei fare come sister_Bannet media che per addormentarsi gira la testa sul cuscino per qualche minuto e poi parte per il mondo dei sogni, proverò a stare fermo immobile e a chiudere gli occhi.
C'era qualcosa di strano nell'aria in quella notte primaverile già molto calda, non riuscivo a dormire: sentivo le voci di mamma e di zia che arrivavano dai piani inferiori e sempre più insistentemente sentivo un rumore che non riconoscevo, qualcosa di simile ad un cigolio. In camera con me sister_Bannet media e sister_Bannet grande, che ad un certo punto sbotta e urla verso l'altra di smettere di girare la testa sul cuscino perché fa troppo rumore. sister_Bannet media le dice che non si sta muovendo, tempo 30 secondi e sister_Bannet grande mi urla contro di smettere di dondolarmi sul letto perché faccio cigolare la rete e lei non riesce a dormire. Le rispondo che non sono io a muovermi e che quel cigolio non fa dormire nemmeno me. Ad un certo punto il rumore diventa più forte ma si trasforma, ha un suono più grave, come un brontolio profondo. C'è zia che urla, nonno che brontola qualcosa, poi mamma che strilla forte:" i bambini, i bambini !".
Sento un fracasso infernale che viene dalle scale, poi mamma arriva in camera tutta trafelata e ci tira fuori dal letto senza nemmeno accendere la luce. Non so cosa stia succedendo ma scendendo vedo che il poggiolo di legno delle scale si muove e mamma dice di non appoggiarsi, di correre giù, di uscire fuori che c'è il terremoto. Ho guardato bene attorno a me ma non lo vedevo, io non l'ho mai visto il terremoto ma sicuramente era lui che saliva sù per le nostre scale facendo tutto quel fracasso, deve avere una moto potente ma anche vecchia perché faceva un brutto rumore. Ho chiesto ai nonni se loro l'avevano visto ma hanno detto di no, e allora ho chiesto a brother_Bannet piccolo, sicuramente l'ha visto perché è sceso prima di noi e quindi deve averlo incrociato sulle scale prima che scappasse, ma lui è ancora tanto piccolo e non ha saputo spiegarmi bene com'era. Mamma e zia sono spaventate, hanno paura a rientrare in casa, nonno sembra più tranquillo, nonna guarda bene la casa, sister_Bannet piccola dopo aver pianto un po' si è addormentata e noi bambini aspettiamo ansiosi: io non ho ancora capito perché il terremoto è venuto a casa nostra e come mai rompe tutto quando arriva, ma terrò gli occhi bene aperti per vederlo quando torna.
(maggio 1976)

Guardando le drammatiche immagini che arrivano in questi giorni dalle zone colpite dal terremoto in Abruzzo, è affiorato alla mente questo ricordo, perché per la prima volta nella mia vita vivevo sulla mia pelle la presenza del terremoto. La nostra, fortunatamente, fu una zona non colpita ma nella quale sentimmo gli echi della sua voce. Ho, di quella sera, un ricordo un po' surreale, avevo 5 anni e fino a quel momento avevo sentito parlare di terremoto solo in riferimento a bambini o ragazzini troppo vivaci e scalmanati, e l'immagine di questo vandalo che sale le scale di casa con la sua moto facendo un fracasso infernale mi si è impressa nella memoria: il giorno dopo scoprì, dalle immagini del telegiornale, che aveva un aspetto completamente diverso ed era più distruttivo di quello che immaginassi. E a fissarsi nella mia mente furono, più delle immagini di morte e città rase al suolo, gli sguardi disperati delle persone, di chi si guarda attorno in cerca di punti di riferimento della propria vita e si accorge che si sente perso perchè non li trova nemmeno dentro di sé. Sto cullando tra le braccia l'ultimo arrivato in casa Bannet, lui dorme tranquillo e sembra non avvertire niente, come faceva quella sera del '76 anche sua madre, sister_Bannet piccola.